Con l’avvicinarsi della chiusura dell’anno, molte imprese e professionisti iniziano a impostare i budget 2027. Tra le voci da pianificare c’è quasi sempre la mobilità: rinnovare le auto aziendali, sostituire un veicolo in scadenza, valutare il passaggio al noleggio. In questa fase è fondamentale conoscere il quadro fiscale, perché la deducibilità del noleggio a lungo termine cambia molto a seconda di chi utilizza l’auto e di come la utilizza.
In questo articolo facciamo il punto sulle regole vigenti nel 2026 per aziende, professionisti e agenti di commercio. Trattandosi di materia tecnica e soggetta a modifiche, il consiglio è sempre di confrontarsi con il proprio commercialista prima di prendere decisioni.
Il principio di base: quota noleggio e quota servizi
Il canone di un noleggio a lungo termine è composto, fiscalmente, da due parti:
- la quota noleggio, che corrisponde al costo del godimento del veicolo;
- la quota servizi, che comprende assicurazione, manutenzione, assistenza e altri servizi accessori.
La distinzione è importante perché il limite massimo di deducibilità fissato dall’articolo 164 del TUIR si applica solo alla quota noleggio. La quota servizi segue invece le percentuali di deducibilità ordinarie, senza tetto. Per questo le società di noleggio indicano separatamente le due componenti in fattura.
Deducibilità noleggio lungo termine: le regole per imprese e professionisti
Auto in uso promiscuo non assegnata
Per le auto aziendali utilizzate sia per l’attività sia per scopi personali, senza assegnazione a un dipendente, la regola generale prevede:
- deducibilità del 20% dei costi;
- tetto massimo sulla quota noleggio di 615,20 euro annui;
- detraibilità dell’IVA al 40%.
Queste regole valgono per imprese e professionisti in regime ordinario.
Auto assegnate ai dipendenti
Quando l’auto è concessa in uso promiscuo a un dipendente per la maggior parte del periodo d’imposta, la deducibilità sale al 70% dei costi, senza il tetto di 3.615,20 euro. In questo caso il dipendente è tassato sul fringe benefit, calcolato in base alle tabelle ACI e all’alimentazione del veicolo (per le auto assegnate dal 2025: 10% per le elettriche, 20% per le plug-in, 50% per le altre alimentazioni, su una percorrenza convenzionale di 15.000 km).
Auto strumentali
Per i veicoli esclusivamente strumentali all’attività, senza i quali l’attività stessa non potrebbe essere svolta (si pensi alle auto delle scuole guida o ai veicoli destinati al noleggio), la deducibilità è del 100% e l’IVA è interamente detraibile. È un’ipotesi interpretata in modo restrittivo dall’Amministrazione finanziaria.
Le regole per gli agenti di commercio
Gli agenti e rappresentanti di commercio godono di un regime più favorevole, perché l’auto è considerata essenziale per la loro attività:
- deducibilità dell’80% dei costi;
- tetto sulla quota noleggio di 164,57 euro annui;
- IVA detraibile al 100%.
È uno dei motivi per cui il noleggio a lungo termine è particolarmente diffuso tra gli agenti, che spesso percorrono anche 40.000-50.000 chilometri l’anno.
E i forfettari?
I contribuenti in regime forfettario non deducono analiticamente i costi: il reddito imponibile è determinato applicando un coefficiente di redditività ai ricavi. Di conseguenza, il canone di noleggio non è deducibile e l’IVA non è detraibile. Il noleggio può comunque essere vantaggioso per ragioni pratiche e finanziarie, come la prevedibilità della spesa, ma non genera benefici fiscali diretti.
Un esempio per capire
Immaginiamo un professionista in regime ordinario che noleggia un’auto con un canone annuo di 6.000 euro più IVA, di cui 4.500 euro di quota noleggio e 1.500 euro di quota servizi.
- Quota noleggio: si considera il minore tra 4.500 e il tetto di 3.615,20 euro. Il 20% di 3.615,20 euro dà circa 723 euro
- Quota servizi: il 20% di 1.500 euro dà 300 euro
- IVA: detraibile al 40%.
Se lo stesso contratto fosse sottoscritto da un agente di commercio, i numeri cambierebbero sensibilmente: tetto a 5.164,57 euro (in questo caso non raggiunto), deducibilità all’80% e IVA detraibile al 100%.
Perché il noleggio semplifica la gestione fiscale
Oltre alle percentuali, il noleggio offre un vantaggio pratico: la semplicità contabile. Al posto di ammortamenti, calcoli sulla quota deducibile del costo d’acquisto e plusvalenze o minusvalenze alla rivendita, si registra un canone periodico con fatture che distinguono chiaramente le componenti. Per molte piccole imprese questo significa meno lavoro amministrativo e meno margini di errore.
Attenzione alla documentazione
Soprattutto per gli agenti di commercio e per le auto assegnate ai dipendenti, è importante conservare una documentazione chiara: contratti, lettere di assegnazione, registrazioni delle trattenute o dei fringe benefit in busta paga. In caso di verifica, la corretta documentazione è ciò che giustifica l’applicazione delle percentuali più favorevoli.
Pianificare il budget 2027
Chi sta impostando il budget del prossimo anno dovrebbe:
- mappare l’uso effettivo di ciascun veicolo (promiscuo, assegnato, strumentale);
- valutare l’alimentazione, che incide sul fringe benefit dei dipendenti;
- confrontare il costo netto di acquisto e noleggio dopo le imposte;
- verificare eventuali novità della legge di bilancio, che potrebbero modificare aliquote e soglie.
Chi vuole approfondire le soluzioni di noleggio auto aziendale può partire dalle formule dedicate alle imprese, da valutare insieme al proprio consulente fiscale.
Conclusione
La fiscalità del noleggio a lungo termine non è complicata, ma richiede attenzione. Tetti di deducibilità, percentuali diverse per categoria e regole specifiche sull’IVA possono cambiare in modo significativo il costo netto di un’auto aziendale. Conoscerle è il primo passo per scegliere la formula più efficiente e costruire un budget 2027 solido e senza sorprese.
Le informazioni riportate hanno carattere generale e si riferiscono alla normativa vigente a settembre 2026. Per una valutazione del proprio caso specifico è opportuno rivolgersi a un professionista.
